Roma, Italia
21 novembre 2011

I Giornalisti vietnamiti internazionali chiedono la fine degli attacchi ripetuti e delle intimidazioni contro i Redentoristi e i parrocchiani di Thai Ha.


COMUNICATO STAMPA
(Da diffondere immediatamente)

Contatto: Rev. Paul Van- Chi Chu
Tel: (02) 9773 0933
Cellulare: 0410 552 650

Sydney – 10 novembre 2011 - La Federazione della Stampa Cattolica Vietnamita protesta davanti alla comunità internazionale e condanna duramente l’abuso continuo del sistema mediatico sociale, della polizia e delle bande, da parte del governo comunista del Vietnam, per reprimere e offuscare la volontà di giustizia, di pace e di verità dei nostri fratelli e sorelle della parrocchia di Thai Ha, Hanoi.

Alle 14:45 del 3 novembre 2011 un gruppo di circa 100 persone, spuntate dal nulla, hanno fatto irruzione nel cortile della chiesa parrocchiale di Thai Ha con due altoparlanti in mano imprecando contro i nostri religiosi, sacerdoti e parrocchiani, prima di attaccarli fisicamente. Gli intrusi hanno inoltre insultato e minacciato di uccidere molti sacerdoti e parrocchiani. In maniera più deplorevole, hanno anche usato mazze per ridurre in frantumi le proprietà della chiesa. Essi hanno solamente abbandonato i loro atti di terrore e si sono ritirati quando le campane hanno cominciato a suonare, e innumerevoli persone dalle vicine parrocchie sono venute a prestare soccorso.

I terroristi se ne sono andati, ma la situazione del giorno dopo, nella parrocchia di Thai Ha e nel monastero redentorista, in questi giorni, sembra aver trovato un peggioramento non appena le autorità di Hanoi hanno incrementato la pressione vendicativa sullo sconvolto monastero e sulla parrocchia di Thai Ha. Un piccolo esercito della polizia segreta, in abiti civili, assieme ad alcune guardie territoriali, stanno attentamente osservando e controllando i movimenti dentro e fuori la chiesa di giorno e di notte, con l’aiuto di telecamere altamente tecnologiche installate strategicamente, intorno alla chiesa parrocchiale e al centro delle attività.

Questo violento attacco assomiglia all’attacco a sorpresa del 2008 che ha preso di mira ancora una volta parrocchia di Thai Ha. Domenica 21 settembre 2008, la cappella del monastero era stata messa sotto sopra con statue distrutte e libri fatti a pezzi. Inoltre, “la banda aveva gridato a squarcia gola alcuni slogan minacciando di uccidere sacerdoti, religiosi, fedeli e, perfino l’Arcivescovo” ha scritto P. Matthew Vu Khoi Phung, Superiore del Monastero redentorista di Hanoi, in una lettera di protesta inviata al Comitato del Popolo della città di Hanoi e ai dipartimenti di polizia di Hanoi e al distretto di Dong Da, riferendo all’allora Arcivescovo di Hanoi Joseph Ngo Quang Kiet.

Come risposta a questa accusa, l’11 novembre c’è stato un secondo attacco da parte di una sempre più ampia folla di criminali.

Il governo Vietnamita ha ripetutamente negato ogni responsabilità per queste azioni violente attribuendole a “gesti spontanei del popolo” che ha agito “per proteggere la società e impedire ai Cattolici di provocare caos sociale”.

L’ultimo episodio terroristico contro la parrocchia di Thai Ha aveva incontrato un forte biasimo da parte dei responsabili religiosi e delle comunità del Vietnam. Subito dopo l’attacco, l’Arcivescovo di Hanoi e il Vescovo di Kontum hanno espresso la loro solidarietà per la posizione dei Redentoristi e dei parrocchiani a Thai Ha. Le Congregazioni cattoliche dal nord e al sud hanno celebrato numerose veglie di preghiera in comunione con la comunità di Thai Ha. Su internet, molti non-cristiani hanno espresso le loro preoccupazioni e la loro solidarietà per la causa di Thai Ha, rendendo minimo l’effetto del massiccio attacco dei media attraverso le stazioni statali prima e immediatamente dopo l’incidente del 3 novembre con lo scopo di ingannare il pubblico sui preti e i parrocchiani di Thai Ha e la loro incessante ricerca di giustizia e di verità.

Per anni, i Padri Redentoristi e i loro fedeli hanno protestato per la requisizione della loro terra ingiustamente confiscata dallo Stato.

Ciò che ripetutamente è stato chiamato “proprietà pubblica” nelle dichiarazioni dello Stato, era stato effettivamente comprato dai Redentoristi nel 1928 con il solo scopo di costruire un monastero e una chiesa. Il monastero redentorista è stato inaugurato il 7 marzo 1929 e la chiesa 6 anni più tardi. Dopo che i Comunisti hanno preso il controllo del Vietnam del nord, il governo locale ha “rosicchiato”, pezzo dopo pezzo, il terreno del monastero e della parrocchia. L’area occupata dal monastero è stata ridotta da 61.455 metri quadrati a 2.700 metri quadrati.

Il 6 gennaio 2008, i parrocchiani hanno protestato contro un piano dello Stato che prevede di vendere il loro terreno ad alcuni operatori immobiliari privati per profitto. In risposta, dopo una serie di attacchi, di arresti e persino di processi contro i parrocchiani, il governo ha frettolosamente convertito il terreno in parco pubblico.

Per la necessità di avere più spazio a causa dell’aumento dei servizi religiosi e delle attività parrocchiali per il sostentamento, il clero e i fedeli di Thai Ha non hanno altra scelta che chiedere indietro il loro terreno e le loro proprietà. Per mantenere i propri diritti di gestire le proprietà, il Governo vietnamita non è stato in grado di produrre qualsiasi documento legale per sostenere la sua illegale rivendicazione sulle aree controverse perché il terreno e le strutture sono state illegalmente prese ai Cattolici dai funzionari locali. La confisca era illegale nella rigorosa legge vietnamita, un sistema di regole che viola gravemente la convenzione internazionale sui diritti circa la proprietà privata.

La Federazione della Stampa Cattolica Vietnamita condanna severamente e denuncia, alla comunità internazionale, l’atto terroristico perpetrato contro la parrocchia di Thai Ha e chiede al Governo comunista del Vietnam di:

1. Fermare gli atti terroristici contro il monastero e la parrocchia di Thai Ha.

2. Fermare la persecuzione contro la Chiesa Cattolica e le altre religioni. Rafforzare la sicurezza dei luoghi di culto di tutte le religioni.

3. Rispettare seriamente la legge promulgata dallo stesso governo e restituire tutte le proprietà confiscate alla Chiesa Cattolica e alle altre religioni in Vietnam.

4. Rispettare in modo assoluto i Diritti Umani e la Libertà Religiosa come affermato dalla Carta delle Nazioni Unite.

Con la nostra completa fede in Dio, noi saremo in comunione, condivideremo e accompagneremo la parrocchia di Tha Ha lungo il suo cammino di sofferenza. Noi in maniera sollecita chiediamo, a tutti i Congressi, ai governi, ai partiti politici di tutte le nazioni, alle organizzazioni per i Diritti Umani, ad Amnesty Internationals, alla Commissione Internazionale sui Diritti Umani, ad ogni organizzazione che ha uno speciale interesse per la Libertà e per i Diritti Umani in Vietnam e alle Agenzie per le Comunicazioni del Mondo, di sostenerci in questa lotta per i Diritti Umani e la Libertà Religiosa in Vietnam.

Contatti:

Monsignor Peter Nguyen Van Tai, Direttore della Radio Veritas Asia
Rev.do John Tran Con Nghi, Direttore dell’Agenzia Viet Catholic News
Rev.do Joachim Viet-Chau Nguyen Duc, Editore (in America) della rivista mensile People of God
Rev.do Anthony Nguyen Huu Quang, Editore (in Australia) della rivista mensile People of God
Rev.do Stephen Luu Thuong Bui, Editore (in Europa) della rivista mensile People of God
Rev.do Paul Van-Chi Chu, Vice Presidente del Vietcatholic Network, Sidney, Australia

Al Provinciale della Provincia del Vietnam:“Noi ammiriamo l’impegno della Provincia del Vietnam, e il vostro personale impegno, per sostenere tutto l’impegno per la giustizia e per la pace, specialmente per coloro che in Vietnam soffrono per la violenza, per l’ingiustizia, e a causa dei tentativi di coloro che sotto il regime comunista fanno violenza e ignorano i diritti umani. Noi abbiamo letto gli articoli pubblicati sui recenti attacchi contro la casa dei Redentoristi ad Hanoi. Abbiamo pregato che possa prevalere la vera giustizia e che i diritti di tutti i confratelli e dei parrocchiani siano pienamente rispettati.

Michael Brehl, C.Ss.R.
Superiore Generale
Redentoristi

Nota dell’Editore: per avere maggiori informazioni vedere il sito www.redemptorist.info

 


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